Germania atarassica
Rimasta finora al riparo dall’ondata recessiva che ha travolto i paesi della periferia, la Germania dovrebbe cominciare a preoccuparsi per i tanti campanelli d’allarme suonati negli ultimi giorni. Dopo la revisione al ribasso delle prospettive sulla sostenibilità del debito pubblico da parte dell’agenzia di rating Moody’s, è arrivata una pessima notizia dall’indice Ifo di Monaco di Baviera sulla fiducia di oltre settemila imprese tedesche: l’indice ha fatto segnare il calo peggiore degli ultimi due anni e mezzo.
10 AGO 20

Rimasta finora al riparo dall’ondata recessiva che ha travolto i paesi della periferia, la Germania dovrebbe cominciare a preoccuparsi per i tanti campanelli d’allarme suonati negli ultimi giorni. Dopo la revisione al ribasso delle prospettive sulla sostenibilità del debito pubblico da parte dell’agenzia di rating Moody’s, è arrivata una pessima notizia dall’indice Ifo di Monaco di Baviera sulla fiducia di oltre settemila imprese tedesche: l’indice ha fatto segnare il calo peggiore degli ultimi due anni e mezzo. Il segnale di rallentamento è confermato peraltro anche dall’indice delle Pmi, in base al quale la produzione del settore privato, in particolare nella manifattura, si è contratta per il terzo mese consecutivo. Nonostante alcuni analisti abbiano messo in conto la possibilità di una crescita negativa nel terzo trimestre dell’anno (meno 0,1 per cento), il governo tedesco ostenta ottimismo, negando l’avvicinarsi di una recessione. Eppure anche dagli istituti economici tedeschi arriva un invito alla prudenza. Il Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung di Berlino (Diw) calcola infatti una crescita dello 0,3 per cento nel terzo trimestre e dello 0,2 per cento nell’ultimo. Tendenza che parrebbe non contraddetta anche dalla buona tenuta dei consumi, unica notizia positiva della settimana, enfatizzata particolarmente dai media.
Il dato, ad esempio, era sbandierato ieri sulla prima pagina on line del quotidiano economico Handelsblatt e sul sito della principale emittente televisiva nazionale Ard. Anche la versione tedesca del Wall Street Journal ha sottolineato più che altro la buona performance dei conti pubblici, la propensione tedesca alla crescita e i numeri confortanti provenienti dal mercato del lavoro. Modesto invece l’allarme di giornali e televisioni per la diffusione dei dati di Moody’s sulla stabilità del settore bancario. Nella giornata di mercoledì l’agenzia di rating ha infatti rivisto al ribasso l’outlook di diciassette istituti di credito, tra cui le Landesbanken, le casseforti dei governi regionali e la KfW, la Cassa depositi e prestiti, le quali mantengono la tripla A soltanto per via della garanzia federale. A ciò va aggiunta la nota pubblicata ieri dal colosso Siemens, secondo cui la crisi congiunturale rabbuia le prospettive di crescita del gruppo.
Il trionfalismo ottimistico e la sicumera, prima o poi, finiranno.
Il trionfalismo ottimistico e la sicumera, prima o poi, finiranno.